mercoledì 5 settembre 2012

Vacanze Pellegrine: Bianche e Rosse come un'Elba matura.

 Aethalia, Favilla o anche Ilva (nome tristemente attuale), l'Isola d'Elba, come Prince, ha cambiato un sacco di nomi, e nella mia mente ha cambiato anche volto più e più volte.
Legata a ricordi di bambina era la grande casa di Lacona e il Golfo Stella con i sassolini scuri che ti entrano dappertutto, un fondale limpido pieno di pesciolini con la maschera a largo, l'esplorazione. Era il gelato serale al Minihotel e la casa degli Allori in cima alla collina (gli Allori erano una coppia di adorabili vecchietti e lei si chiamava proprio Elba), una fattoria marina ricoperta da una splendida boungaville, impressa ormai nel mio immaginario da questo acquerello di mio padre:


   
  Era le serate magiche che si andava al cinema all'aperto e sembrava chissà che. Poi è stata la scoperta del Gruppo Elba, poi il mare da adolescenti dove in spiaggia si legge e basta, poi le vacanze da grande a Capoliveri che sembra un po' Napoli con quei vicoletti stretti stretti. Quest'estate elbana è stata all'insegna di Nina e delle sue PERE, la cameriera del ristorante 'le grazie', una donna piacente dallo stile retrò, con grande padronanza di linguaggio (al limite del ridicolo), ci sciorinava i piatti fuori menù e le pere (le sue, ben esibite) erano sempre il piatto principale. Nina, la sua imitatrice ufficiale Tina Magnolia, il resto della compagnia, la Falanghina e gli spaghetti all'elbana hanno reso la cena indimenticabile.

spaghetto all'elbana 
(secondo me)

di base c'è un SOFFRITTONE DI AGLIO (tagliato a fettine sottili, sottili), 

PEPERONCINO FRESCO  E BRICIOLE (grossolane che devono friggere fino a croccarsi)
AGGIUNTA DI ALICINE FRESCHE appena INFARINATE
poi POMODORINI CILIEGINI TAGLIATI A META' e FINOCCHIETTO SELVATICO IN ABBONDANZA
   


 E i giorni, belli, sempre una spiaggia diversa, anche due in un giorno. 
E mi accorgo di essere adulta con la consapevolezza che agli scogli preferisco la spiaggia! E quindi, a capo S.Andrea che è cmq un mare spettacolare e si può fare i tuffi dagli scogli, preferisco al limite la Biodola o ancora di più Fetovaia. Anche se, o forse proprio perchè, eravamo circondate da famiglie con bambini.

mercoledì 14 marzo 2012

Venite donne! E' arrivato il Pellegrino!


 
La festa delle donne è ormai in disuso, questo apprendo leggendo i giornali.
Come può una festa del genere non essere più sentita? 

Se si intende per festa della donna l'ennesima festa commerciale, essa allora richiede agli uomini: l'acquisto della mimosa (la pianta, ma anche la torta); alle donne: la partecipazione a cene pantagrueliche in ristoranti rincarati per l'occasione, possibilmente corredate da spogliarellisti, tutto molto bello, ma, nini! E c'è la crisi!
Noi siamo state insieme al Pellegrino, la mimosa c'era, la cena pantagruelica pure, mancavano gli spogliarellisti in effetti, ma siamo brave ormai a sopperire alla mancanza immediata di manzi, a volte basta solo parlarne per divertirsi. E' stata proprio una bella seratina sì!
Parlo di questo perchè volevo condividere con voi una buffa tesi che ho sentito recentemente.
Ognuno sceglie la voce che ha, questa scelta può essere legata alle più svariate motivazioni quasi tutte inconsce, non è mai una scelta oggettiva. Nessuno di noi, infatti, sente la propria vera voce quando parla. La voce che sentiamo di avere è, in realtà, la nostra voce endo-cranica, per questo la scelta che operiamo è spesso inadeguata.
Le donne in genere hanno un modo di parlare più alto e concitato degli uomini, ma questo, attenzione, non è per un fatto di natura fisica (io ho sempre pensato che fosse a causa degli attributi), ma culturale, essendo state inascoltate per millenni le donne parlano in maniera veloce e con toni alti perchè sanno che saranno presto interrotte e non riusciranno ad ottenere lo scopo per cui argomentano. Storia buffa! non trovate?

mercoledì 15 febbraio 2012

La nonnona del pellegrino


(lei non verrà mai in visita, ma son sicura che le piacerebbe!)
Madonnina santa ci siamo! Festeggia cent'anni!
Un secolo, se pur denominato breve, sempre un secolo è!
La nonna Suntina, che ha sempre un po' giocato con la sua età, non si rendeva proprio conto di che giorno speciale fosse, o almeno a nessuno sembrava che si rendesse conto di cosa stava succedendo intorno a lei, molto affaticata, sulla sedia a rotelle, si lamentava, un po' come fa abitualmente da quando è stata messa lassù, nella 'villa di riposo' accanto alla pieve dei Santi Ippolito e Biagio, sulla collina che domina il paese.
I suoi parenti Fontanelli da Montaione e i parenti del nonno Beconcini da Sovigliana erano tutti presenti, qualcuno irriconoscibile, qualcuno è andato via prima per il terremoto che fortunatamente non ha causato danni (forse è stata una scossa causata dall'eccezionalità dell'evento...chissà). Così, noi 4 nipoti (con fidanzati annessi), gli amici e gli altri ospiti della casa di riposo le eravamo tutti intorno e chi da una parte chi dall'altra le faceva gli auguri e le ricordava che era proprio così: che era arrivata a 100 anni! Ma la nonna sembrava non capire, sembrava voler rimanere da sola, era come frastornata e appesantita da tutta quella gente che continuava a fare domande, nel respiro si sentiva la fatica, il movimento era impercettibile e, mentre di solito ama parlare di cosa ci vorrebbe cucinare per cena o della voglia di portarci tutti al ristorante, stavolta non diceva niente, non guardava, era proprio spenta. All'arrivo del sindaco, del priore e della torta con le candeline la festa entra nel vivo, prima una 'collega' (come si è definita) legge una gradevole prosa sulle abitudini della casa di riposo, poi mio padre legge una bella strofa in rima scritta per l'occasione, poi il sindaco fa il suo discorso in politichese, proprio come ci si aspetta che faccia, e infine il proposto comincia a parlare della nonna come persona, definendola una leonessa e raccontando di che tipetto fosse, ecco che inaspettatamente al termine del discorso del priore, fra lo stupore di tutti: parla! Il silenzio si fa maggiore, e rivolgendosi a tutti noi, dice:

'Voglio ringraziare tutti e soprattutto quel bambino che ho visto nascere e crescere, non sono solo contenta, son contentona!'.

Non commento

domenica 12 febbraio 2012

Orfana di splinder_nuovo blog & nova dimora


Splinder ha chiuso, si è inghiottito tutti i miei vecchi post, le foto, le ricette e tutte le bischerate che ci scrivevo.
Dal 'miomondo', quindi, passo al 'blog del pellegrino'...Dai post scritti dalla mia cameretta a Ponte a Ema, a questi scritti dalla camera frigorifera in via del Pellegrino, la mia attuale dimora. Eh sì, il Pellegrino è proprio una bella zona non c'è che dire, è a due passi dal centro e da alcuni bellissimi parchi: orticoltura, dragone, stibbert, villademidoff...Ci abita un sacco di gente giusta (ma questo sarà un altro capitolo della pellegrino story) e dalla casa si può apprezzare un'ampia vista di Firenze incorniciata da tetti che hanno il sapore di Montmatre. Scopro l'altro giorno che Il Pellegrino di Careggi, di cui via del pellegrino è una testimonianza, in passato era un Comune e fu creato nel 1808 proprio per decisione, guarda il caso, del governo francese della Toscana. Il suo stemma, evidentemente derivato dal toponimo, raffigurava un pellegrino con un bastone. I suoi confini erano compresi tra i comuni di Firenze, Brozzi, Sesto Fiorentino e Fiesole.
C'è qualcosa di squisitamente bohemienne nell'abitare al Pellegrino...forse saranno gli spifferi che abbondano, o la vetustà degli infissi che per il blizard che spazza la città da settimane scricchiolano in modo imbarazzante, o forse sarà la posizione sopraelevata della zona rispetto alla città di fatto però scrivere in una casa come questa e di una casa come questa mi pare ciò che di più naturale possa e debba accadere.
I racconti dal pellegrino iniziano da qui...
bonne nuit