mercoledì 15 febbraio 2012

La nonnona del pellegrino


(lei non verrà mai in visita, ma son sicura che le piacerebbe!)
Madonnina santa ci siamo! Festeggia cent'anni!
Un secolo, se pur denominato breve, sempre un secolo è!
La nonna Suntina, che ha sempre un po' giocato con la sua età, non si rendeva proprio conto di che giorno speciale fosse, o almeno a nessuno sembrava che si rendesse conto di cosa stava succedendo intorno a lei, molto affaticata, sulla sedia a rotelle, si lamentava, un po' come fa abitualmente da quando è stata messa lassù, nella 'villa di riposo' accanto alla pieve dei Santi Ippolito e Biagio, sulla collina che domina il paese.
I suoi parenti Fontanelli da Montaione e i parenti del nonno Beconcini da Sovigliana erano tutti presenti, qualcuno irriconoscibile, qualcuno è andato via prima per il terremoto che fortunatamente non ha causato danni (forse è stata una scossa causata dall'eccezionalità dell'evento...chissà). Così, noi 4 nipoti (con fidanzati annessi), gli amici e gli altri ospiti della casa di riposo le eravamo tutti intorno e chi da una parte chi dall'altra le faceva gli auguri e le ricordava che era proprio così: che era arrivata a 100 anni! Ma la nonna sembrava non capire, sembrava voler rimanere da sola, era come frastornata e appesantita da tutta quella gente che continuava a fare domande, nel respiro si sentiva la fatica, il movimento era impercettibile e, mentre di solito ama parlare di cosa ci vorrebbe cucinare per cena o della voglia di portarci tutti al ristorante, stavolta non diceva niente, non guardava, era proprio spenta. All'arrivo del sindaco, del priore e della torta con le candeline la festa entra nel vivo, prima una 'collega' (come si è definita) legge una gradevole prosa sulle abitudini della casa di riposo, poi mio padre legge una bella strofa in rima scritta per l'occasione, poi il sindaco fa il suo discorso in politichese, proprio come ci si aspetta che faccia, e infine il proposto comincia a parlare della nonna come persona, definendola una leonessa e raccontando di che tipetto fosse, ecco che inaspettatamente al termine del discorso del priore, fra lo stupore di tutti: parla! Il silenzio si fa maggiore, e rivolgendosi a tutti noi, dice:

'Voglio ringraziare tutti e soprattutto quel bambino che ho visto nascere e crescere, non sono solo contenta, son contentona!'.

Non commento

domenica 12 febbraio 2012

Orfana di splinder_nuovo blog & nova dimora


Splinder ha chiuso, si è inghiottito tutti i miei vecchi post, le foto, le ricette e tutte le bischerate che ci scrivevo.
Dal 'miomondo', quindi, passo al 'blog del pellegrino'...Dai post scritti dalla mia cameretta a Ponte a Ema, a questi scritti dalla camera frigorifera in via del Pellegrino, la mia attuale dimora. Eh sì, il Pellegrino è proprio una bella zona non c'è che dire, è a due passi dal centro e da alcuni bellissimi parchi: orticoltura, dragone, stibbert, villademidoff...Ci abita un sacco di gente giusta (ma questo sarà un altro capitolo della pellegrino story) e dalla casa si può apprezzare un'ampia vista di Firenze incorniciata da tetti che hanno il sapore di Montmatre. Scopro l'altro giorno che Il Pellegrino di Careggi, di cui via del pellegrino è una testimonianza, in passato era un Comune e fu creato nel 1808 proprio per decisione, guarda il caso, del governo francese della Toscana. Il suo stemma, evidentemente derivato dal toponimo, raffigurava un pellegrino con un bastone. I suoi confini erano compresi tra i comuni di Firenze, Brozzi, Sesto Fiorentino e Fiesole.
C'è qualcosa di squisitamente bohemienne nell'abitare al Pellegrino...forse saranno gli spifferi che abbondano, o la vetustà degli infissi che per il blizard che spazza la città da settimane scricchiolano in modo imbarazzante, o forse sarà la posizione sopraelevata della zona rispetto alla città di fatto però scrivere in una casa come questa e di una casa come questa mi pare ciò che di più naturale possa e debba accadere.
I racconti dal pellegrino iniziano da qui...
bonne nuit