domenica 31 agosto 2014

...e dopo l'estate della deboscia, l'estate della ricostruzione

Qui al Pellegrino si respira aria di dismissione, e stasera in particolare si respira aria di fine estate, forse suggestionata dal meteo che preannuncia un assaggio di autunno già per domani, come se di autunno quest'estate non se ne fosse respirato abbastanza.
 Questa NON voleva essere un'estate della deboscia e non lo è stata, bravi noi!
La vacanza anche se di dieci giorni sembra già troppo breve a ripensarla, è stata così intensa che il tempo è letteralemente volato. Ci siamo trovati a fronteggiare emergenze di ogni tipo, dovute un po' all'approssimatezza del popolo greco che in fatto di orari, affidabilità e istruzioni fa acqua da tutte le parti fortuna che l'acqua è mare cristallino e tutto ci ha portato ad entrarci dentro, con immenso sollievo. Intorno alla vacanza per lo più c'è stata la ziità, ma soprattutto c'è stata Firenze come terra di conquista. Abbiamo visitato case di ogni tipo, topaie in principio, poi affinando la ricerca, casine un po' migliori, niente che ci convinca solo un accumulo di vite possibili, attese, squarci di corti interne insospettabili, per arrivare ad un nulla di fatto. Noi non cediamo alla deboscia e continuiamo a stare all'erta a cercare ad affinare ricerche e soprattutto ad affinare il progetto di una vita insieme, una realtà che durante la scorsa estate non ci passava neanche per la testa. Sono felice.

mercoledì 28 agosto 2013

Le vacanze della crisi

Non ci sarebbe niente di meglio che una carrellata di foto per condensare quest'estate schizofrenica, dalla brava figlia al mare con babbo e mamma, alla ziità, alla convivenza dei Fitzgerald, sempre buoni ospiti, sempre vicini e disponibili...ai vicini stalkers, alle grigliate economiche e alle cene con delitto. Ne son successe di cose in quest'estate della crisi.
Al Pellegrino c'è stata grande indignazione da parte di un vicino per un (a differenza di molti altri) innocuo karaoke alle 11 e 40 in terrazzino, ed è seguita lettera del commercialista della padrona di casa, di cui uno stralcio:
'Pur comprendendo l'esuberanza della vostra giovane età, vi scrivo questa lettera pregandovi cortesemente di tener conto delle esigenze di tranquillità dei vostri coinquilini'.
La cosa ci ha talmente turbate, che le cene in terrazzino hanno avuto un drastico calo e la sera tocca fare la maglia. Proprio in questo mi stavo cimentando in questi giorni, durante le vacanze della crisi infatti, per esorcizzare il tutto ho mangiato e bevuto di gusto e in quantità e per smaltire quei fastidiosi kiletti di troppo mi son messa a cucire apine per la piccola nipote, è dura e si suda tanto, ma vuoi mettere la soddisfazione quando si cominciano ad intravedere i frutti del proprio lavoro.
La giostra per la piccola non è l'unico sport al quale mi son dedicata nei pochi momenti morti di quest'estate della crisi, ho guardato tutte le puntate di chef Rubio, alcuni capolavori del cinema e ora aprirò un nuovo blog, di ricette. Si chiamerà Padelle&Pappagalli e sarà scritto a quattro mani (ma io ce ne metterò soltanto una che basta e avanza).

domenica 21 aprile 2013

Ad esser troppo aperti alla fine si piglia la bronchite

La vita al Pellegrino procede bene, i bassi della vita vengono sollevati dalla vista e dalla luce.
...per non parlare della sensazione di indipendenza.

Mi hanno sempre definito una bambina indipendente perchè rimanevo per mesi da mia nonna fin da quando avevo pochi anni, senza lamentarmi più di tanto. E ci stavo bene, a parte la nostalgia di mio padre che mi veniva spesso all'ora del tramonto, quando seduta in cucina incrociavo con lo sguardo le foto sulla parete e vedevo quella dove sono in braccio a mio padre e lì siamo così vicini e sorridenti, che scoppiavo in lacrime invocando che 'il mio babbino' venisse a stringermi come nella foto.
Un altro motivo per cui ero considerata indipendente è che ero una chiacchierona e facevo amicizia con tutti, soprattutto in mezzo agli adulti mi trovavo a mio agio, mai intimidita, parlavo fluentemente ma anche ascoltavo di buon grado, e capivo, o almeno davo l'impressione di capire, e spesso rimanevo affascinata dai personaggi più alternativi, quelli che forse conservando la loro parte fanciullesca mi davano più relazione e si divertivano ad alimentare la mia viva curiosità.

Ora che sono adulta, ma conservo tutte quelle caratteistiche, mi trovo a pensare che in fondo indipendente non lo sono stata mai, le due condizioni precedenti non sono sufficienti per poter definire una bambina indipendente e nella crescita, ora che sono io a decidere per me, questo atteggiamento di ricerca di attenzione mi porta a far entrare nella mia vita chiunque sia disposto a darmela, senza giudicare, con pensiero indipendente, cosa o chi sia meglio per me.  E' certamente una bella cosa essere aperti, ma devo star attenta a ciò che entra, perchè chi entra dentro poi non è detto che voglia più andare via...

mercoledì 5 settembre 2012

Vacanze Pellegrine: Bianche e Rosse come un'Elba matura.

 Aethalia, Favilla o anche Ilva (nome tristemente attuale), l'Isola d'Elba, come Prince, ha cambiato un sacco di nomi, e nella mia mente ha cambiato anche volto più e più volte.
Legata a ricordi di bambina era la grande casa di Lacona e il Golfo Stella con i sassolini scuri che ti entrano dappertutto, un fondale limpido pieno di pesciolini con la maschera a largo, l'esplorazione. Era il gelato serale al Minihotel e la casa degli Allori in cima alla collina (gli Allori erano una coppia di adorabili vecchietti e lei si chiamava proprio Elba), una fattoria marina ricoperta da una splendida boungaville, impressa ormai nel mio immaginario da questo acquerello di mio padre:


   
  Era le serate magiche che si andava al cinema all'aperto e sembrava chissà che. Poi è stata la scoperta del Gruppo Elba, poi il mare da adolescenti dove in spiaggia si legge e basta, poi le vacanze da grande a Capoliveri che sembra un po' Napoli con quei vicoletti stretti stretti. Quest'estate elbana è stata all'insegna di Nina e delle sue PERE, la cameriera del ristorante 'le grazie', una donna piacente dallo stile retrò, con grande padronanza di linguaggio (al limite del ridicolo), ci sciorinava i piatti fuori menù e le pere (le sue, ben esibite) erano sempre il piatto principale. Nina, la sua imitatrice ufficiale Tina Magnolia, il resto della compagnia, la Falanghina e gli spaghetti all'elbana hanno reso la cena indimenticabile.

spaghetto all'elbana 
(secondo me)

di base c'è un SOFFRITTONE DI AGLIO (tagliato a fettine sottili, sottili), 

PEPERONCINO FRESCO  E BRICIOLE (grossolane che devono friggere fino a croccarsi)
AGGIUNTA DI ALICINE FRESCHE appena INFARINATE
poi POMODORINI CILIEGINI TAGLIATI A META' e FINOCCHIETTO SELVATICO IN ABBONDANZA
   


 E i giorni, belli, sempre una spiaggia diversa, anche due in un giorno. 
E mi accorgo di essere adulta con la consapevolezza che agli scogli preferisco la spiaggia! E quindi, a capo S.Andrea che è cmq un mare spettacolare e si può fare i tuffi dagli scogli, preferisco al limite la Biodola o ancora di più Fetovaia. Anche se, o forse proprio perchè, eravamo circondate da famiglie con bambini.

mercoledì 14 marzo 2012

Venite donne! E' arrivato il Pellegrino!


 
La festa delle donne è ormai in disuso, questo apprendo leggendo i giornali.
Come può una festa del genere non essere più sentita? 

Se si intende per festa della donna l'ennesima festa commerciale, essa allora richiede agli uomini: l'acquisto della mimosa (la pianta, ma anche la torta); alle donne: la partecipazione a cene pantagrueliche in ristoranti rincarati per l'occasione, possibilmente corredate da spogliarellisti, tutto molto bello, ma, nini! E c'è la crisi!
Noi siamo state insieme al Pellegrino, la mimosa c'era, la cena pantagruelica pure, mancavano gli spogliarellisti in effetti, ma siamo brave ormai a sopperire alla mancanza immediata di manzi, a volte basta solo parlarne per divertirsi. E' stata proprio una bella seratina sì!
Parlo di questo perchè volevo condividere con voi una buffa tesi che ho sentito recentemente.
Ognuno sceglie la voce che ha, questa scelta può essere legata alle più svariate motivazioni quasi tutte inconsce, non è mai una scelta oggettiva. Nessuno di noi, infatti, sente la propria vera voce quando parla. La voce che sentiamo di avere è, in realtà, la nostra voce endo-cranica, per questo la scelta che operiamo è spesso inadeguata.
Le donne in genere hanno un modo di parlare più alto e concitato degli uomini, ma questo, attenzione, non è per un fatto di natura fisica (io ho sempre pensato che fosse a causa degli attributi), ma culturale, essendo state inascoltate per millenni le donne parlano in maniera veloce e con toni alti perchè sanno che saranno presto interrotte e non riusciranno ad ottenere lo scopo per cui argomentano. Storia buffa! non trovate?

mercoledì 15 febbraio 2012

La nonnona del pellegrino


(lei non verrà mai in visita, ma son sicura che le piacerebbe!)
Madonnina santa ci siamo! Festeggia cent'anni!
Un secolo, se pur denominato breve, sempre un secolo è!
La nonna Suntina, che ha sempre un po' giocato con la sua età, non si rendeva proprio conto di che giorno speciale fosse, o almeno a nessuno sembrava che si rendesse conto di cosa stava succedendo intorno a lei, molto affaticata, sulla sedia a rotelle, si lamentava, un po' come fa abitualmente da quando è stata messa lassù, nella 'villa di riposo' accanto alla pieve dei Santi Ippolito e Biagio, sulla collina che domina il paese.
I suoi parenti Fontanelli da Montaione e i parenti del nonno Beconcini da Sovigliana erano tutti presenti, qualcuno irriconoscibile, qualcuno è andato via prima per il terremoto che fortunatamente non ha causato danni (forse è stata una scossa causata dall'eccezionalità dell'evento...chissà). Così, noi 4 nipoti (con fidanzati annessi), gli amici e gli altri ospiti della casa di riposo le eravamo tutti intorno e chi da una parte chi dall'altra le faceva gli auguri e le ricordava che era proprio così: che era arrivata a 100 anni! Ma la nonna sembrava non capire, sembrava voler rimanere da sola, era come frastornata e appesantita da tutta quella gente che continuava a fare domande, nel respiro si sentiva la fatica, il movimento era impercettibile e, mentre di solito ama parlare di cosa ci vorrebbe cucinare per cena o della voglia di portarci tutti al ristorante, stavolta non diceva niente, non guardava, era proprio spenta. All'arrivo del sindaco, del priore e della torta con le candeline la festa entra nel vivo, prima una 'collega' (come si è definita) legge una gradevole prosa sulle abitudini della casa di riposo, poi mio padre legge una bella strofa in rima scritta per l'occasione, poi il sindaco fa il suo discorso in politichese, proprio come ci si aspetta che faccia, e infine il proposto comincia a parlare della nonna come persona, definendola una leonessa e raccontando di che tipetto fosse, ecco che inaspettatamente al termine del discorso del priore, fra lo stupore di tutti: parla! Il silenzio si fa maggiore, e rivolgendosi a tutti noi, dice:

'Voglio ringraziare tutti e soprattutto quel bambino che ho visto nascere e crescere, non sono solo contenta, son contentona!'.

Non commento

domenica 12 febbraio 2012

Orfana di splinder_nuovo blog & nova dimora


Splinder ha chiuso, si è inghiottito tutti i miei vecchi post, le foto, le ricette e tutte le bischerate che ci scrivevo.
Dal 'miomondo', quindi, passo al 'blog del pellegrino'...Dai post scritti dalla mia cameretta a Ponte a Ema, a questi scritti dalla camera frigorifera in via del Pellegrino, la mia attuale dimora. Eh sì, il Pellegrino è proprio una bella zona non c'è che dire, è a due passi dal centro e da alcuni bellissimi parchi: orticoltura, dragone, stibbert, villademidoff...Ci abita un sacco di gente giusta (ma questo sarà un altro capitolo della pellegrino story) e dalla casa si può apprezzare un'ampia vista di Firenze incorniciata da tetti che hanno il sapore di Montmatre. Scopro l'altro giorno che Il Pellegrino di Careggi, di cui via del pellegrino è una testimonianza, in passato era un Comune e fu creato nel 1808 proprio per decisione, guarda il caso, del governo francese della Toscana. Il suo stemma, evidentemente derivato dal toponimo, raffigurava un pellegrino con un bastone. I suoi confini erano compresi tra i comuni di Firenze, Brozzi, Sesto Fiorentino e Fiesole.
C'è qualcosa di squisitamente bohemienne nell'abitare al Pellegrino...forse saranno gli spifferi che abbondano, o la vetustà degli infissi che per il blizard che spazza la città da settimane scricchiolano in modo imbarazzante, o forse sarà la posizione sopraelevata della zona rispetto alla città di fatto però scrivere in una casa come questa e di una casa come questa mi pare ciò che di più naturale possa e debba accadere.
I racconti dal pellegrino iniziano da qui...
bonne nuit