Qui al Pellegrino si respira aria di dismissione, e stasera in particolare si respira aria di fine estate, forse suggestionata dal meteo che preannuncia un assaggio di autunno già per domani, come se di autunno quest'estate non se ne fosse respirato abbastanza.
Questa NON voleva essere un'estate della deboscia e non lo è stata, bravi noi!
La vacanza anche se di dieci giorni sembra già troppo breve a ripensarla, è stata così intensa che il tempo è letteralemente volato. Ci siamo trovati a fronteggiare emergenze di ogni tipo, dovute un po' all'approssimatezza del popolo greco che in fatto di orari, affidabilità e istruzioni fa acqua da tutte le parti fortuna che l'acqua è mare cristallino e tutto ci ha portato ad entrarci dentro, con immenso sollievo. Intorno alla vacanza per lo più c'è stata la ziità, ma soprattutto c'è stata Firenze come terra di conquista. Abbiamo visitato case di ogni tipo, topaie in principio, poi affinando la ricerca, casine un po' migliori, niente che ci convinca solo un accumulo di vite possibili, attese, squarci di corti interne insospettabili, per arrivare ad un nulla di fatto. Noi non cediamo alla deboscia e continuiamo a stare all'erta a cercare ad affinare ricerche e soprattutto ad affinare il progetto di una vita insieme, una realtà che durante la scorsa estate non ci passava neanche per la testa. Sono felice.
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